* Ridondanza e complessità: Sia i compressori che i turbocompressori hanno lo stesso scopo:forzare più aria nel motore per aumentare la potenza. Avere entrambi aggiunge una notevole complessità al sistema di aspirazione del motore, richiedendo impianti idraulici e gestione complessi della pressione di sovralimentazione. Ciò aumenta i costi, le esigenze di manutenzione e il rischio di guasti.
* Sfide gestionali: Controllare con precisione la spinta di due diversi sistemi di induzione forzata è estremamente difficile. La pressione di sovralimentazione risultante potrebbe essere imprevedibile e potenzialmente danneggiare il motore. Sarebbero necessari sofisticati sistemi di gestione del motore (ECU) e, anche in questo caso, la perfetta sincronizzazione è impegnativa.
* Efficienza ridotta: Sebbene la combinazione di entrambi possa sembrare un enorme aumento di potenza, i guadagni sono spesso molto inferiori al previsto. L'efficienza di entrambi i sistemi può effettivamente essere ridotta quando si lavora in tandem. Il compressore potrebbe funzionare contro il turbocompressore o viceversa, a seconda della velocità e del carico del motore.
* Problemi di calore: Due sistemi di induzione forzata generano un calore significativo, superando potenzialmente la capacità di raffreddamento del motore. Ciò può causare surriscaldamento, detonazione e infine danni al motore.
In breve, anche se tecnicamente fattibile, l’aggiunta di un turbocompressore a un’auto sovralimentata è solitamente una modifica altamente poco pratica e inefficiente. La complessità aggiuntiva, i costi e il potenziale danno superano di gran lunga qualsiasi guadagno di potenza marginale. È molto più efficace ed efficiente ottimizzare un unico sistema di induzione forzata.