Era profondamente preoccupato per l’inefficienza dei motori a vapore e per i limiti dei motori a benzina (che erano ancora allo stadio iniziale). Credeva che la combustione del carburante potesse essere notevolmente migliorata, portando a una maggiore efficienza e alla capacità di utilizzare combustibili di qualità inferiore ed più economici. La sua visione era un motore primo che sarebbe stato superiore alle tecnologie esistenti, avvantaggiando sia l’industria che la società riducendo il consumo di energia e la dipendenza da combustibili costosi e raffinati. Puntava a un motore che fosse più vicino al ciclo teorico di Carnot, un ideale termodinamico di massima efficienza. La sua ricerca e sviluppo duraturi sono culminati nel motore che porta il suo nome.